Cenni storici

Il toponimo Berzano deriva dal latino Berceolus, derivazione del classico Bertium, che significa “siepe, giardino”. Le notizie relative alla fondazione del paese sono scarse.

Menzionato ufficialmente per la prima volta nel 998, si può con ogni probabilità escludere una fondazione romana: non è infatti mai emerso alcun reperto di quell’epoca e la dislocazione delle vie e dei sentieri poderali non sembra avere collegamenti con la cosiddetta “centuriazione”, la divisione del territorio in centurie quadrate di 710,4 metri di lato tipica della colonizzazione romana.

L'ipotesi più accreditata, benché non dimostrata, è quella secondo cui all'origine di Berzano ci fu, nel periodo delle invasioni longobarde (VII-VIII secolo) uno spostamento delle popolazioni della zona verso luoghi più impervi, difficilmente raggiungibili, e di conseguenza ben difendibili. Berzano, quindi, potrebbe essere nato come castrum con scopo eminentemente difensivo, origine che lo accomunerebbe ad altri Comuni della Val Curone.

L'atto del 998 è relativo alla vendita di alcuni territori, tra cui Bersanum Derthonensium, da parte del vescovo di Tortona al duca Ottone. Controverso il legame del paese con la famiglia tortonese dei Berzano, che secondo alcuni storici potrebbe aver avuto un ruolo fondamentale nell'edificazione dei primi nuclei abitativi, per poi abbandonarlo successivamente per cause difficili da ricostruire. In un atto del 1327, Berzano compare tra i Comuni del distretto di Tortona, da cui passò, sul finire del secolo, nel feudo di Volpedo, controllato dai Visconti.

Il 9 novembre 1412 Filippo Maria Visconti cedette il feudo al tortonese Pietro Cameri, Generale degli Stati Militari dell'Oltrepo del Duca. A Pietro Cameri fu lasciata grande autonomia giurisdizionale (Berzano non dipendeva infatti dal magistrato di Tortona).

Alla morte del Cameri (12 agosto 1426) il feudo passò, secondo testamento, alla Fabbrica (l'amministrazione) del duomo di Milano, allora in costruzione, con precise clausole: il divieto di richiedere tasse che superassero una certa somma e quello di cedere o vendere ad altri il possesso. Quest'ultima condizione fu rispettata fino al 1733, quando a causa dell'indebitamento crescente e del mutare della situazione politica, la Fabbrica fu costretta a vendere il feudo al tortonese Boniforte Busseti, che lo assunse con titolo signorile.

Estintosi l'ultimo esponente dei Busseti, la moglie di quest'ultimo procedette alla vendita di frazioni della proprietà ai privati del luogo. 

Nel 1928 il Comune, rimasto fino a quel momento autonomo, fu soppresso ed unito al vicino Volpedo, da cui si staccherà solo nel 1947.